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LUOGHI PICENI

SULLA VIA DEL ROSSO PICENO SUPERIORE

Nei dintorni di Ascoli Piceno sono stati rinvenuti resti fossili di vitis vinifera risalenti all’età del Ferro. È probabile quindi che le popolazioni preistoriche dell’attuale Piceno avessero già avuto modo di ricavare dalla vite una bevanda. I primi coloni romani rimasero stupiti dalla produttività di questo terreno. Fu proprio un marchigiano Andrea Bacci, originario di Sant’Elpidio a Mare, medico personale di Papa Sisto V, a descrivere attentamente vini e vitigni della sua terra e classificarli per bontà. Zona di produzione del Rosso Piceno Superiore:Acquaviva Picena, Appignano del Tronto, Ascoli Piceno, Castel di Lama, Colli del Tronto, Grottammare, Monsampolo del Tronto, Monteprandone, Offida, Ripatransone, San Benedetto del Tronto e Spinetoli. Deve avere una gradazione minima di 12°. Colore rosso rubino tendente al granato; profumo intenso, caldo, talvolta etereo, vinoso; sapore asciutto, di medio corpo, giustamente tannico con buona persistenza aromatica. Ha buona capacità d’invecchiare anche oltre i sei - otto anni.

Località di vastissimo interesse storico e preistorico. Il monumento che la contraddistingue è la Rocca, certamente una delle più interessanti non solo delle marche. Completano il quadro, avanzi di mura castellane con porta gotica del secolo X,. Chiesa di San Rocco (sec. XIII), Chiesa di San Niccolò (sec XVI) - Chiesa di San Francesco XIII. Specialità dolciaria le famose pesche di Acquaviva. Consigliamo una merenda con degustazione vini presso la cantina di Acquaviva. La stessa cantina è punto di partenza di un caratteristico trenino appositamente allestito per la visita al paese. Si possono inoltre affittare mountain-bike per allegre escursioni sulla via del Rosso Piceno Superiore.


Offida ha conservato integro il proprio assetto urbanistico medioevale ed il centro storico e racchiuso da mura merlate. Da visitare: La Rocca, fortilizio quadrangolare con due torri cilindriche. il Palazzo Comunale con la sua struttura elegantissima; la campana della torre fu donata dal cardinale Peretti, poi Papa Sisto V. Il teatro "Serpente Aureo" (storico), uno dei più eleganti delle Marche. Chiesa di Santa Maria della Rocca una costruzione romanico gotica in cotto con una stupenda cripta a più navate divisa da basse colonne in cotto dove si conservano affreschi della seconda metà del ‘300. Santuario di Sant'Agostino è un altro monumento nazionale di grande importanza. La città di Offida è famosa per l’originale produzione del merletto a tombolo (se ne hanno cenni già nel 1476) che ogni anno viene esaltata nel corso di un’apposita mostra dal 20 Luglio al 20 Agosto. Il merletto Offidano si distingue in 4 punti diversi: il pregiato pizzo antico, il Cantù Offidano, il punto Rinascimento, il punto Venezia.


Da vedere la porta d’ingresso del secolo XV detta Porta Castellana, la Porta del Castello del secolo Xlll, la torre medievale poligonale a merli ghibellini annessa alla chiesa parrocchiale, rappresentano interessanti e scenografiche testimonianze dell’antica cinta muraria. Da visitare la chiesa parrocchiale di Santa Maria della Visitazione.


 


Le origini si attribuiscono ad un cavaliere franco “Monsù De Saint Paul”. Da visitare Porta Maggiore, realizzata alla fine del ‘400, Arco della Morte nei pressi del palazzo comunale, Chiesa di S. Maria e Paolo, sotto la chiesa è collocata la cripta. Assai rinomati i torroni di fichi che qui si confezionano ai vari gusti ed aromi come nel ‘600.


 



Ritrovamenti di una notevole necropoli hanno testimoniato che fu Vico Romano e che sarebbe sorto sul tempio della Dea Tellus. Il castello medievale, di cui il centro storico ne conserva ancora una parte, fu conquistato e saccheggiato da Francesco Sforza nel 1425. Un interessante processo di ristrutturazione del paese mette in risalto il palazzo comunale del 500, il santuario della madonna delle grazie, piazza belvedere con l’omonima scalinata e piazza roma con la chiesa di s. maria assunta. Da visitare il museo della civiltà contadina.



Il centro storico conserva intatte le antiche mura e i vicoli caratteristici. È patria di S. Giacomo della Marca (1393-1476) e del pittore Carlo Allegretti (1555-1622). Si consiglia di visitare, Porta da Monte, Chiesa Collegiata e della Madonna della Misericordia dove si conserva in perfette condizioni un organo del XVII secolo, Casa Natale di S. Giacomo della Marca, antico e caratteristico palazzetto Parissi, belvedere verso il mare e i monti. Il Convento di S. Giacomo che dista circa 1 Km. dal borgo, conserva i cimeli del santo, si possono inoltre ammirare quadri di Cola d’Amatrice, Vincenzo Pagani e il chiostro cinquecentesco.



È uno dei centri più antichi del Piceno. Per il suo territorio in alta collina, quasi inaccessibile da ogni parte tanto da essere chiamata “Propugnacolum Piceni”, finì per essere soggetta a molte guerre. Fu ad un tempo guelfa e ghibellina. Il Palazzo del Podestà risale al 1304 in forme di transizione romanico-gotiche. Nel secolo scorso fu ingrandito e ristrutturato per realizzarvi il Teatro Comunale «Luigi Mercantini». Palazzo Comunale: ospita la Biblioteca comunale forte di oltre 13000 volumi, tre incunaboli e 57 manoscritti. Il Museo Archeologico è ricco di oltre 3000 reperti. La Pinacoteca Civica custodisce opere di autori che vanno dal XV al XX secolo. Per il periodo contemporaneo le opere di Fazzini, Brindisi, Ciarrocchi, Annigoni, Gera, Cantatore, Guttuso. Cattedrale Basilica, innalzata nel 1597 su disegno di Gaspare Guerra da Modena I’organo è del veneziano Gaetano Callido (1783). Per il panorama che si gode dal colle San Nicolò con il Belvedere (la città è chiamata il "Belvedere del Piceno"). Nella gastronomia il piatto più singolare, basato su una serie infinita di legumi e di odori, è "Lu Ciavarro". A Ripatransone tra le curiosità, il vicolo più stretto d’Italia: cm. 43.



Trae il suo nome dal console romano Cosinio. Posto in cima ad un colle è cinto da mura medioevali. Nelle mura di cinta si erge tuttora intatto il Torrione detto di San Giorgio (secolo XIV) con la porta gotica. Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta che conserva all’interno una Madonna del Rosario, olio su tela di arte marchigiana del secolo XVII. Chiesetta dell'Annunziata, conserva affreschi del secolo XIV-XVI. La Torre del palazzo Comunale ha una campana fusa in bronzo datata 1303.



Castignano è di derivazione farfense; il suo toponimo sta forse a ricordare che l’intera zona, nel passato, era ricca di castagni. La Chiesa Parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo è la monumentalità più interessante, opera risalente al ‘300. Nella cripta dell’Addolorata si trovano affreschi di Vittore Crivelli e della scuola di Cola d’Amatrice. Santa Maria del borgo, chiesa romanico - gotica eretta nel ‘300, il campanile, è del 1517: era la chiesa funeraria dei Padri Templari. Chiesa di San Egidio (1700) custodisce i ricordi della presenza dei frati francescani a Castignano. Il reliquiario di Pietro Vannini (1488) contiene una reliquia della Santa Croce donata dal pontefice Nicolò IV nel 1298. Castignano, zona di produzione degli insaccati, ospita ogni anno la Sagra della porchetta e del cocomero. È nota la lavorazione dei merletti a tombolo, dei tessuti a mano e la fabbricazione dei fuochi pirotecnici.