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SENTIERI
Ciascuno di noi deve trovare un po' di tempo per andare a guardare le foglie che cambiano colore. L'armonia con la natura è prova di un equilibrio interiore perfetto.
CASTEL DI LAMA
Situato sulla bassa fascia collinare alla sinistra del fiume Tronto, ha una configurazione urbanistico-amministrativa costituita da una aggregazione di nuclei abitati staccati l’uno dall’altro denominati “Ville”. Per degustazione di prodotti enogastronomici consigliamo una visita all’azienda agraria Seghetti-Panichi, dove potrete acquistare: vini D.O.C. e di particolare pregio nonché miele, marmellate, olive, olio extra vergine di oliva. Particolarità sfiziose il Pik-Oil ed olio al limone.
APPIGNANO DEL TRONTO
Si colloca nel mezzo di una zona trapunta da viti edalberi di olivo. Ambiente ideale per una passeggiata alternativa per distrarsi e conoscere la ruralità e la semplicità, è dotato di un parco giochi con percorso vita e di un laghetto per la pesca sportiva. N.3 percorsi su strade bianche adatte a podisti, cicloamatori nonché naturalisti. Il primo percorso si snoda intorno al laghetto di pesca sportiva “la Fenice”, gli altri due intorno al paese.
CASTORANO
Numero 1 percorso di circa 7 Km. da effettuarsi in mezza giornata, su strade bianche e terra battuta con attraversamento di boschi, torrenti e calanchi. L’itinerario è delimitato da 5 punti di riferimento:
1) Castorano. 2) Frazione Rocchetta-Chiesa Madonna della Rocchetta. 3) Frazione Pescolla, fonte e chiostro medievale S. Giovanni Battista. 4) Azienda agricola F.lli de Santis produzione vini. 5) Agriturismo “Belsito tenuta Bernabei” pranzo, merende, cene. Tutti gli anni a Castorano viene organizzata nella seconda metà di Giugno la Passeggiata ecologica della durata dell’intera giornata con colazione, pranzo e merenda.
PERCORSO MONTE RENZO
Questo breve itinerario è consigliato per coloro che vogliono soprattutto godere di un vasto panorama sulla costa e sulla città di S. Benedetto del Tronto. Partendo da Porto d’Ascoli all’inizio della Salaria dopo il ponte dell’autostrada si sale a destra verso il Monte Renzo. Percorso misto di strada asfaltata e bianca per circa 3 Km
POGGIO CANOSO
Fu edificato tra il XII ed il XIII sec. dai Monaci Benedettini di Farfa. Svolse un importante ruolo di avamposto strategico a protezione dei massimi confini settentrionali del comune ascolano. recentemente dichiarato bene monumentale, si stanno attuando interventi per un recupero complessivo del suo centro storico. Ogni Estate a Poggio Canoso la seconda Domenica di Agosto si svolge la Festa delle Canestrelle con la sfilata in costume tradizionale ed altre manifestazioni culturali e folkloristiche.
GUIDA AL MONTE ASCENSIONE
Base di partenza località Capradosso. La strada si snoda per Km. 4,5 lungo le pendici del monte, può essere percorsa anche in auto (meglio se un “fuoristrada”). Camminando lungo il tracciato principale si può ammirare la bellezza dei boschi, I’ambiente naturale privo di ogni opera umana e l’ampio panorama che si allarga all’orizzonte man mano che si sale scoprendo la catena degli Appennini. Ci si può inoltrare nei tanti sentieri che dipartono dalla strada, senza però allontanarsi molto onde evitare di perdersi nella fitta ragnatela dei tracciati interni. A circa m. 300 dalla vetta, sulla sinistra, si dirama un sentiero che porta ad una delle tante sorgenti del monte. La cima accoglie i visitatori con un ampio prato ideale per giocare, mangiare e distendersi. Si consiglia di raggiungere a destra la chiesa per la vista panoramica sui Monti Sibillini, i Monti della Laga, il Gran Sasso, sulla città di Ascoli e l’intera vallata del Tronto.
MONTE ASCENSIONE
La storia del monte Ascensione è avvolta da un misterioso passato di antiche leggende, di episodi affascinanti e di riti magici che affondano la loro origine nei tempi lontani del culto pagano, quando i suoi boschi impenetrabili ospitavano le solenni feste primaverili in onore di Venere o di Diana. Conosciuto fin dall’inizio del sec. IV con l’antico nome di monte Nero, dal termine greco “nerìdas” cioè “acqua”, quindi “monte fornito di acque”, venne denominato monte Polesio dopo il 309 d.C. quando si diffuse la leggenda della vergine Polisia. Figlia del pagano Polimio, prefetto romano di Ascoli, la giovane Polisia si convertì al cristianesimo e fu battezzata nella città ascolana da S. Emidio; per sfuggire alla persecuzione del padre trovò riparo sulle alture del vicino monte, che, tradizione vuole, accolse la fanciulla aprendosi in una profonda voragine e da allora fu chiamato monte Polesio. Nel tardo medioevo la vetta e le creste del monte ospitarono le pratiche orgiastiche della setta eretica guidata dall’ascolano Domenico Savi; meglio conosciuto col nome di Meco del Sacco, nato ad Ascoli nella seconda metà del sec. Xlll, fu il fondatore dell’ordine religioso detto dei Pinzoccheri o dei Sacconi e il costruttore della prima chiesa cristiana sul monte Polesio, sebbene egli la utilizzasse per praticare nei prati vicini cerimonie erotiche e riti lussuriosi in costume adamitico. Condannato per eresia dal Tribunale dell’lnquisizione nei due processi del 1334 e 1344 riuscì a salvarsi dal rogo e ad ottenere il perdono del Papa prima di sparire misteriosamente dalle cronache del tempo. Alla setta di Meco del Sacco e successivamente ai monaci agostiniani di Ascoli divenuti i nuovi proprietari della chiesa del monte Polesio, che dal sec. XV si chiamò monte Ascensione, si deve la tradizionale festa dell’Ascensione che si celebra ogni anno la domenica successiva alla festività dell’ascesa di Cristo con dei ritualli, come balli e falò, che ancora richiamano gli antichi culti pagani.
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